Le Lamie

La ‘làmia’ salentina è un’antica costruzione rurale eretta con la tecnica del muro a secco.
Si tratta di una variante del più diffuso pajaru, un’edificio simile al classico trullo pugliese.
Se il pajaru, infatti, ha forma di tronco di cono e pianta circolare o quadrangolare, la lamia è invece caratterizzata da una struttura a base quadrangolare o rettangolare e da una copertura fatta di lastre di pietra o tegole in terracotta.
Generalmente si tratta di costruzioni isolate, ma allungando l’occhio nei campi del Salento non è raro trovare qualche agglomerato di due o più lamie vicine tra loro.

Gruppo di due làmie con cisterna

Làmia – caratteristica volta a botte

Questi edifici venivano utilizzati come riparo momentaneo o deposito, ma durante il periodo estivo i contadini vi si trasferivano per potersi dedicare al campo durante l’intero arco della giornata, dall’alba al tramonto. Ecco perché al loro interno spesso è facile trovare rudimentali caminetti, mensole, scaffali e cisterne.
Le lamie sono edifici semplici e generalmente sono state costruite con materiali reperibili nei dintorni.
Guardandole ed entrando al loro interno si è realmente pervasi dalla sensazione che i contadini dell’epoca siano stati in grado di abbattere ogni confine tra naturale e artificiale.
Qui uomo e natura sono diventati un tutt’uno: le esigenze del primo non hanno prevaricato e ogni pietra è stata posta con rispetto.

Lamione

Lamione – interno con nicche e camino

Il trullo e la làmia: similitudini e differenze

Il trullo e la lamia sono parenti stretti, ma non sono la stessa cosa.
Sia i trulli, sia le lamie hanno origini molto antiche e nonostante non si abbiano notizie certe di edifici millenari è possibile pensare che questi fossero già diffusi prima del XVII secolo (periodo in cui si ha attestazione dell’esistenza di questi edifici).
Il trullo, come la lamia, utilizza pietre a secco assemblate, ma ha una copertura a pseudocupola e una struttura alla base circolare.
È importante tenere a mente, però, che ogni zona specifica della Puglia è caratterizzata da un tipo diverso di trullo. Ci sono sì i famosi trulli di Alberobello, ma anche, ad esempio, quelli della Murgia e i cosiddetti “trulli saraceni”.
Spesso sui tetti dei trulli si notano segni o allegorie: sono simboli tracciati con latte di calce che hanno valenza propiziatoria o legati alla cultura esoterica.

Pajareddu di sopra – spesse mura in pietra

Sia i trulli, sia le lamie, grazie ai loro muri molto spessi, godono di una vera e propria coibentazione naturale che garantisce il mantenimento del calore interno in inverno e un ottimo isolamento termico durante l’estate.
Una particolarità della lamia salentina è la grande terrazza sul tetto sostenuta da una possente volte a botte che non è assolutamente presente nel trullo. La terrazza un tempo veniva usata come spazio di lavoro per far essiccare, ad esempio, i pomodori, i fichi o altri prodotti.
In alcuni casi è possibile notare anche una scaletta in muratura esterna che serviva sia durante i lavori di costruzione, sia in caso fosse necessario intervenire con lavori di ristrutturazione successivi e sia per raggiungere il tetto come spazio di lavoro.

Sono 3 i gruppi di lamie tomarine:

  • lamione: grande liama con volta a botte, costruita su un terrazzamento e composta da un unico vano con camino, 4 nicchie e una ‘lattera‘ – giaciglio su cui veniva posto paglia, erba secca e crine;
  • lamie di sotto: due liame affiancate con volte a botte
  • lamie di sopra: due ambienti adiacenti con volte a botte, cisterna sul terrazzo antistante e ‘curte’ sul retro. Una delle due liame conserva il camino al suo interno.

Lamione

Lamie di sotto

Lamie di sopra