Fauna del Salento

La fauna

La creazione di aree protette e la riduzione dell’uso agricolo dei terreni sono due fattori chiave dietro il fenomeno dell’aumento della fauna selvatica nella regione Puglia. Infatti, in particolare in Salento, ma non solo, il numero di grandi mammiferi e dell’avifauna sta crescendo ininterrottamente già da alcuni anni.
Cinghiali, poiane e lupi, ma anche animali molto più rari, come linci, avvoltoi, caprioli e foche monache. Gli ungulati, per esempio, erano spariti dalla zona di Alimini e dall’Arneo negli anni ’70, e ora le segnalazioni di avvistamento sono sempre di più. 

Anche i rettili stanno aumentando la loro popolazione, per esempio la testuggine del Gargano, un animale inserito nella lista rossa per pericolo di estinzione. Questa nuova fauna sta spingendo molti abitanti locali a sostenere azioni di “rewilding”, cioè di ritorno allo stato selvaggio o di ri-naturalizzazione del territorio. il concetto di Rewilding ha trovato appoggio e partecipazione massiccia in tutto il mondo, soprattutto come possibile approccio vincente contro il cambiamento climatico. 

Il prossimo passo, che potrebbe essere implementato anche nel Salento, sarà il tentativo di creare corridoi ecologici fra le aree protette ripopolate, per permettere il movimento di animali in modo sicuro e libero. Infatti, la creazione di questi canali di transito è una delle strategie più efficaci per favorire il ritorno su larga scala di grandi mammiferi, carnivori e non. In questa direzione sembra muoversi anche la direzione del Parco regionale di Otranto-Leuca, che sta pensando a strategie non solo per aumentare il numero di esemplari di lupi presenti nel suo territorio, ma anche per fornire incentivi agli allevatori locali.